In una civiltà nella quale la produzione e il consumo delle immagini hanno raggiunto livelli tali da determinarne un sensibile calo delle loro "quotazioni"
I "Confronti enofotografici veliterni" nascono da un progetto a livello nazionale, ideato da Gianfranco Arciero per conto del Centro Studi e Ricerche per la cultura visuale e i linguaggi della comunicazione, tra i cui settori di attività la fotografia assume un importante ruolo sotto l’aspetto documentaristico, artistico e culturale.
Si tratta, nell’economia complessiva del volume, di tre fotolibri in un uno. Insieme, raccordati dal titolo Immagini del Novecento, costituiscono un unico libro di testo per la scuola della vita. Giuseppe Quatriglio ha raccontato il Novecento attingendo alla passione autentica (ma non solo) per la fotografia, alla sua professione di scrittore, alla sua vocazione di giornalista. Dopo l’introduzione di Ferdinando Scianna è lo stesso autore a presentare i tre filoni attraverso i quali il Novecento rilegge se stesso e apre le porte agli scenari del Terzo Millennio (L’ultimo Sud, Persone e Personaggi, La gente e la città). Uno degli elementi sorprendenti risiede nei soggetti “minori”, fatti assurgere a personaggi e protagonisti di emblematiche immagini. Il giovane venditore di “Bibbite agghiacciate” (1950) troneggia dal suo carrettino – allegoria di un veliero – mostrando una dignità pari a quella degli scrittori, degli artisti, dei registi che si incontrano nella pagine successive. Perché questa immagine? Sembra evidente. Il carretto è creativamente addobbato, la sua architettura, ancorché estremamente essenziale, è elegante e dinamica, quasi a ricordare un menabò per le “macchine” della Festa di Santa Rosalia. I simboli della Sicilia o meglio, il simbolo principe – un’antica nave affrescata sulla parte frontale - richiama con pochi tratti, la vocazione della città e le sue origini storico antropologiche. Che dire, poi, delle tre ragazze siciliane – siamo sempre nel 1950 – che nella loro austera bellezza sembrano voler attestare un ruolo e uno status, anche nel lesinare sorrisi al fotografo, pur in presenza di una evidente posa? Ancora una volta Quatriglio mette in evidenza un indizio: spetta al lettore coglierlo per poterlo utilizzare come chiave di lettura. Quale segnale intende lanciare la ragazza a destra, che con lo sguardo “inchiodato” verso l’obiettivo in una fissità che rasenta la sfida, ostenta al polso un orologio di evidente foggia maschile? Un ricordo del padre, un pegno del fidanzato? Non lo sappiamo, ma in quella espressione e in quella gestualità non possiamo non leggere la rivendicazione di un diritto. Nella seconda parte, i ruoli si invertono. I personaggi diventano persone. Visconti e il giovane assistente Zeffirelli sono alle prese con la lavorazione di La terra trema (1948). Anche le loro immagini si calano spontaneamente in un sorprendente verismo. Louis Armostrong è ripreso addormentato, in treno, come uno dei tanti viaggiatori che percorrono l’isola per i più diversi motivi, l’austero Tommaso Besozzi, quale inviato speciale dell’”Europeo”, investigatore anti-istituzionale sulla morte del bandito Giuliano.. Neppure alla nobiltà siciliana è consentita la posa ieratica, fine a se stessa. Il Duca di Bronte, il principe Corrado Niscemi di Valguarnera, la principessa Alessandra Tomasi di Lampedusa vengono ripresi in garbate istantanee che li vedono impegnati in diverse situazioni. Quindi, una splendida galleria di ritratti, quasi un pantheon, di scrittori, letterati, artisti, musicisti, siciliani di nascita o… per caso. In chiusura l’autore, con poco più di cinquanta immagini, ci offre un affascinante Giro del Mondo. Un Giro che prende l’avvio dalla Parigi dell’immediato secondo dopoguerra, accompagna il lettore in diversi continenti riconducendolo nella stessa Parigi, ma del 2004 per concludersi All’ombra del Colosseo, nel 2005. Un esempio unico, come afferma Roger Peyrefitte di “grande giornalista che abbia elevato la sua arte di fotografare all’altezza della sua arte di scrivere”. Un’affermazione oltremodo appropriata, oltre che autorevole, da sottoscrivere senza alcuna riserva. (Gianfranco Arciero)
LA CLESSIDRA
Le riviste fotografiche di prevalente matrice culturale non hanno avuto nel nostro scenario fortune rilevanti, nonostante diverse proposte, spesso di notevole spessore. Una per tutte, ricordiamo “Il Diaframma” dell’omonima storica Galleria milanese, la “Rivista di storia e critica della fotografia”, curata da Angelo Schwarz per Priuli e Verlucca, ed altre non meno valide iniziative. Tutte “regolarmente” morte dopo una vita più o meno breve. Questo sito, che nasce dall’esperienza ultratrentennale della cessata Nuova Arnica Editrice, persegue una precisa scelta. Presentare quanto si riesce ancora a produrre di valido per la cultura della fotografia, ignorare le vie di mezzo, gli intrighi cultura-politica, bandire dalle sue pagine tutto ciò che è approssimazione.. Questa premessa per segnalare il n. 3 della rivista “La Clessidra”, frutto delle scelte di Umberto Ammiraglio e Claudio Argentiero, “figlia”, quindi, e non adottiva, dell’Archivio Fotografico di Castellanza (Va). Il questo numero di parla di Lanfranco Colombo e del suo ruolo unico nel nostro panorama, si ricordano con splendide immagini Marcello Geppetti oltre la Dolce Vita, Camisa, Ferroni, Elio Ciol. Completa la carrellata un ricordo della mitica “Pro Patria”. Si passa, quindi, a Maurizio Galimberti, alle Genti di terre d’acqua, al calendario Epson, a Giovanni Sesia. Andare oltre, significherebbe sottrarre al lettore l’autonomia di una legittima scoperta “frontale” e personale di uno strumento unico nell’attuale panorama dell’editoria fotografica italiana. E questo sarebbe un vero peccato. www.archiviofotografico.org
IL PAESAGGIO SUBLIME DI CARLO ALFARO
Spesso alla ricerca di facili successi, la fotografia italiana contemporanea ha registrato pochi casi di autori effettivamente “votati” a precise scelte tematiche, tali da contribuire allo sviluppo di generi fotografici, legati ai loro interessi effettivi e alle loro effettive tendenze estetiche. Più che opportuna e ben mirata, quindi, la scelta della Fondazione Sorrento di puntare su Carlo Alfaro, attento cultore del Paesaggio, appunto “Sublime” che riflette in questa mostra lo spirito, la cultura, la tradizione e lo stesso respiro delle sue radici. Dagli anni ’70 ad oggi Alfaro ha monitorato il paesaggio con la forza della visione personale, intima, ha sperimentato tecniche per sublimarlo, per renderlo attuale anche, e soprattutto, agli occhi di un lettore che, eccessivamente immerso nella “civiltà dell’immagine”, ha finito per perdere il contatto con l’essenza dell’immagine. Una mostra da non perdere, quella esposta dal 30 aprile (inaugurazione alle 18,30 anch’essa da non mancare) a Villa Fiorentino di Sorrento, sede della Fondazione, fino al 27 maggio. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune ed è accompagnata da un prestigioso catalogo curato da Allemandi & C. www.carloalfaro.com
LA CLESSIDRA
Fin dalla prima uscita, La Clessidra, periodico dell’Archivio Fotografico Italiano, ha espresso il suo ruolo di crocevia della migliore fotografia del passato e del presente. Dietro questa incontestabile vocazione, la scelta di autori rappresentativi nei generi, nelle vicende professionali, nel rapporto particolare con l’immagine. Il numero 2 pubblica le bellissime immagini di Gianfranco Moroldo, Menotti Paracchi, Roberto Spampinato, Luciano Montemurro e Marina Alessitracciandone significativi profili. Per la fotografia istituzionale viene presentato il Foto Archivio Storico Trevigiano (Fast) con un’interessante scheda introduttiva corredata da immagini datate dalla fine dell’800 alla prima metà del ‘900. L’impegno delle due anime della “Clessidra”, Claudio Argentiero e Umberto Ammiraglio, si traduce così in uno strumento che mancava nel nostro panorama: serio e accattivante, profondo e scorrevole, intelligente e creativo. Al quale, nell’interesse nostro e della cultura dell’immagine, auguriamo lunga e felice vita. Contatti:0331 320970;
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; www.archiviofotografico.org
NEW SHOTS BY RICHARD KERN
NEW SHOTS BY RICHARD KERN
Affermatosi all’interno della cultura underground come fotografo e autore di cortometraggi, Richard Kern approda alla Galleria Doozo di Roma con I suoi nuovi “shots” dedicati a un universofemminile di indiscusso appeal. Ancor più interessante la circostanza che in questo lavoro non hanno posato modelle professioniste, ma ragazze della porta accanto (o meglio, che ognuno vorrebbe avere nella porta accanto). Il risultato è evidente: sessualità implicita, ma gioiosa e giocosa, fino a sfiorare l’ingenuità. La mostra termina il 18 maggio nel prestigioso spazio di Via Palermo, 51/53. Uno spazio che, pur essendo consacrato alla cultura e alla civiltà giapponese, non manca di riservare, grazie alle felici intuizioni della titolare Stella Marina Gallas, sorprese provenienti dalle più diverse estrazioni. www.doozo.it Nella foto: Asia Argento. (g.f.a.).
S. GIMIGNANO: IN VISITA AL MUSEO
Spesso la visita ai Musei costituisce il risultato di un effetto mediatico: il lancio di una “grande mostra” spinge migliaia di persone a visitarla senza rendersi conto, a volte, di quanto stabilmente il sito offre. E’ un problema di educazione visiva e, parallelamente, artistica. Per questo diremmo senza esitazione, seguendo un concetto zavattiniano, che il lavoro Palazzo Comunale – Pinacoteca Torre Grossa è una guida per ragazzi che anche gli adulti dovrebbero leggere. Un libro vivo, da completare con le riflessioni e le osservazioni dei giovani visitatori che accedono al Palazzo Comunale e alla Pinacoteca Torre Grossa di San Gimignano (Si) ma anche un metodo utile per tutti per frequentare i siti d’arte con uno spirito di concreta partecipazione. Le pagine introducono agli ambienti, alle opere e, soprattutto, all’atmosfera; ne tracciano il profilo storico perché il “ragazzo” possa percepire il senso dei luoghi e del tempo e lascia le interpretazioni, anche in chiave comparatistica, agli storici e critici d’arte in erba che completeranno il testo intervenendo direttamente sulle sue pagine. La “guida per ragazzi” vede come coautori Duccio Santini per i disegni e per l’impostazione grafica, Gianna Coppini per i testi e Duccio Nacci per le fotografie. La realizzazione è dei Musei Civici di San Gimignano.
Ultimo aggiornamento Martedì 08 Settembre 2009 15:00
BOVILLE ERNICA : UN OMAGGIO A CESARE ZAVATTINI
Dopo l’istituzione del Fondo “Cesare Zavattini” presso la Biblioteca Comunale, il Centro Studi intitolato al grande cineasta e scrittore organizza due serate in occasione della rassegna Estate Culturale 2009 Il 25 luglio, alle ore 21,00, nello storico chiostro del Palazzo Comunale verrà inaugurata la mostra documentaria A+B=Za e la Ciociaria. Il percorso espositivo, collegato anche al Fondo bibliotecario, propone un’interessante rivisitazione di contributi di e su Zavattini, tratti dalle più prestigiose testate dagli anni ’40 agli anni ’90 e un’ interpretazione fotografica dei luoghi di Boville ove il regista soggiornò con la famiglia nel 1943, curata da Alberto Paglia. Il 1 agosto verrà presentato e proiettato il film Miracolo a Milano (1951). Il pubblico potrà prendere visione, prima della proiezione, di un approfondito back stage in mostra, tratto dal n. 1 di “Epoca” (14 ottobre 1950) dal quale è possibile ricostruire particolari oggi inediti,che portarono alla realizzazione dell’opera. Il titolo unificante delle due iniziative, che si inseriscono nel più ampio progetto che l’Assessorato alla Cultura mette in campo per la stagione estiva, intende ricordare il rapporto avuto da Zavattini con la Città di Alatri, ove soggiornò in veste di studente, e la successiva permanenza in Boville. L’iniziativa, prodotta dallo stesso Centro Studi, vede come partner i Comuni di Alatri e Boville Ernica con la Biblioteca, l’Archivio Zavattini e il Fotoclub “Cippitelli” di Boville Ernica.
Contatti: 0775-379004; 06-4457208
Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Luglio 2009 11:03